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Mariglianella

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Mariglianella, piccolo e attivo centro dell'agro Nolano-Mariglianese, ha origini che fondano le proprie radici nell’antichità. A suo tempo detto Casale di Marigliano, da cui trae il nome, vanta origini romane, come testimoniano tombe rinvenute sul territorio. Contesa, nel II secolo a.C., da napoletani e nolani, fu assegnata, invece, a Roma da Quinto Fabio Labeone.

Nonostante le fortificazioni non resse alle invasioni barbariche, e, più volte depredata, nel X secolo entrò a far parte del Ducato di Napoli. Primo signore feudale fu Tommaso Mansella di Salerno. Non più Casale, a partire dal 1334 si rese Università autonoma con una propria vita amministrativa, priva però di rappresentanze stabili. Annessa a Marigliano, se ne distaccò nel XIV secolo (1337) per essere inglobata nei beni della Corona. Successivamente, e fino all’abolizione del sistema feudale, Mariglianella fu proprietà delle famiglie nobiliari del tempo: i Mansella, gli Origlia, i Carafa, i Sanseverino, i Vitagliano, il Marchese G.B. Trapani e la famiglia Avallone (un membro di essa, Vincenzo ebbe l'ultima intestazione del feudo di Mariglianella nel 1806, come fanno fede alcune lapidi poste nella chiesa dedicata a Maria SS della Sanità e gestita dalle Suore).
Importante evento storico per la storia del Comune fu senz’altro la visita della città e del suo novello Castello (Palazzo Baronale) di re Carlo III di Borbone, accolto festosamente dalla popolazione, la quale formò un corteo cui partecipavano anche il signore feudale ed alcuni possidenti di Mariglianella. Durante questa visita, però, il re si stupì per le pessime condizioni in cui vigevano gli abitanti del feudo, avviando così varie riforme, migliorando le non invidiabili condizioni della popolazione.
Il 2 agosto del 1806 fu abolito il feudalesimo (legge voluta da Giuseppe Bonaparte), ma ciò non bastò ad eliminare con immediatezza l'influenza dei signori feudali. L'ultimo feudatario di Mariglianella fu il barone Avallone, che si preoccupò di tutelare i propri interessi, ritenendo opportuno servire il nuovo governo guidato dai francesi. Abolita definitivamente la feudalità si procedette ad una riorganizzazione dello stato e delle realtà territoriali.
Altro momento fulcro della storia di Marglianella fu la visita nel 1822 del successore di Carlo III, Francesco di Borbone. Negli anni pre-unitari il paese fu governato da vari personaggi di ceto medio-alto: due gravi crisi economiche colpirono il regno tra il 1844 ed il 1847 devastando anche le realtà locali. Il 23 Ottobre del 1860 fu il tempo del plebiscito per l'annessione del Regno di Napoli al resto del Regno italico, il referendum portò all'unificazione dei due Regni incoronando così Vittorio Emanuele di Savoia re di Italia. L'impianto istituzionale (secondo la legge Rattazzi) riconosceva le municipalità per individuare la dimensione territoriale locale, affermando così il termine "Comune". Mariglianella rientrò nel mandamento di Marigliano, dipendendo inoltre dall'intendenza di Nola. La prima parte del XX secolo fu segnata dalle dure e dittatoriali leggi fasciste, le guerre mondiali e le crisi economiche. Dopo il referendum del 2 Giugno 1946, che sancì la vittoria della Repubblica sulla Monarchia, Mariglianella fu amministrata democraticamente da vari schieramenti, ora politici ora composti da personaggi espressi dalla società civile.
Fino a pochi anni prima della proclamazione del Regno d'Italia, il centro fu denominato anche come Mariglianella d'Arco: "secondo qualcuno si ispira all'antico acquedotto che da Serino porta l'acqua a Napoli. Ma un altro autore ha fatto notare che il luogo era denominato su mappe come ad arcum Dianae per la presenza, evidentemente, di un tempio a forma "d'Arco" o di una costruzione dedicata a Diana". Tuttavia, si ritiene più veritiera l’ipotesi che all'epoca del Ducato napoletano, il termine "d'Arco" comparisse in località situate alle pendici del monte Somma, dove si trovava l'acquedotto fatto costruire con imponenza dall'imperatore Claudio. Durante la festa patronale in onore di San Giovanni Evangelista, il paese assume un aspetto particolare, in cui il sacro ed il profano si uniscono e si confondono. Infatti, per commemorare il Santo che, secondo la tradizione, salvò Mariglianella dal bombardamento nel corso della seconda guerra mondiale, oltre ai riti religiosi, si organizzano in questi giorni una sagra dei dolci tipici ed una mostra di ricami realizzati dalle donne più esperte del luogo. Cosa visitare? La Chiesa Parrocchiale di S. Giovanni Evangelista (XVII sec.); la Chiesa di Maria SS. della Sanità (fine XVI sec.); la Cappella di S. Giuseppe (XVI sec.); il Monumento ai Caduti, una lastra in marmo antico con i nomi dei giovani morti in guerra.

 


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