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Scisciano

Scisciano

Scisciano è un piccolo comune facente parte dell'Agro-Nolano. Sulle origini del paese non esistono documentazioni certe, ma esse si perdono nelle antichissime vicende che hanno coinvolto quella parte di territorio campano passato alla storia, per l’appunto, come Ager Nolanus, di cui il paese è stato ed è parte integrante.

Si sa che il territorio fu abitato dagli Osci, dai Sanniti e quindi dai Romani, e soprattutto questi ultimi modificarono profondamente l'organizzazione territoriale dell'intero Agro. La località faceva parte di un vasto comprensorio denominato “Campus romanus”, attraversato dalla via Adrianea, dalla via Popilia e da un acquedotto. Nel corso del I secolo d.C. subì una vasta centuriazione, vale a dire un'elargizione di porzioni di territorio a favore di veterani Romani. Ed era tale la cura con cui abili agrimensori suddividevano i terreni per l'assegnazione, che tracce evidenti di questa suddivisione nonché l'orientamento della stessa si rilevano ancor oggi, analizzando il tessuto viario e la fitta rete di stradine e viottoli interpoderali. L'esistenza di una stabile proprietà terriera e la consequenziale realizzazione di edifici rurali per l’amministrazione delle stesse vede il sorgere di diversi praedia, ossia poderi con annesse case rurali. Ed è in questa fase che ha origine il toponimo del paese: era abitudine tra i popoli latini denominare il praedium con il nome del proprietario. Trova così valevole sostegno la tesi del prof. Flechia: Scisciano proverebbe da Sittianum, Sittinus per Sicciano, come assimilazione reciproca tra il suono sibilante ed il palatino. Altre conferme di quanto scritto ci giungono da vari e autorevoli filologi, secondo cui le terminazioni in -ano sono sempre riconosciute come indicative di proprietà derivanti da nomi gentilizi.
Nei secoli successivi alla caduta dell'Impero Romano il territorio di Scisciano appartenne ai Campi Liborini, oppure Liburia, e congiuntamente a tutto il contado di Marigliano fu oggetto di una lunga contesa fra il ducato Napoletano ed il principato longobardo di Benevento
La prima documentazione sicura dell'esistenza del comune risale al 986, mentre nel secolo successivo sono nominati diversi casali sparsi sul territorio di Scisciano: San Martino, la Corte dei Sancti, Manganelli, Contrada al Palazzo.
Nel 1294 Scisciano era noto come feudo di Marigliano e passò con questo in possesso di Filippo d’Angiò, figlio di Carlo II. Il 23 dicembre del 1392 il feudo, fino ad allora proprietà del principe dell'impero e signore d'Acerra Ottone di Brunswick, fu acquistato da Raimondello Orsino insieme a Brusciano e a San Vitaliano. In seguito i casali di Brusciano, Scisciano e San Vitaliano si staccarono da Marigliano, allora contea, e nel 1542 vennero venduti a Battista Carafa. Nel 1578, tuttavia, per volontà del papa Gregorio XIII, tutto il territorio ritornò a far parte del Marchesato di Marigliano. L'arrivo del XVII secolo segna, anche per le borgate di Scisciano, l’arrivo, e la conseguente devastazione, per ben due volte del flagello della peste; e nell'anno 1633 il giorno 27 settembre Giulio Mastrilli compra la terra di Marigliano con tutti i suoi casali, e pochi anni dopo compra anche i casali di Nola unificando l'agro nolano sotto la sua signoria.
Nel 1738 fu fondata la Confraternita di San Giovanni Battista per l’assistenza ai bisognosi, riconosciuta giuridicamente nel 1798 con un Regio Decreto. Nel 1746, viene formato il Catasto con una sommaria descrizione dei beni appartenenti ai cittadini del casale. In questo secolo vedono la luce anche le cappelle di S. Giovanni Battista e del Rosario.
Nel 1816 Scisciano diventò comune autonomo sotto la giurisdizione di Caserta (provincia di Terra di Lavoro) e nel 1927 entrò a far parte della provincia di Napoli.
Scisciano è un piccolo centro abitato caratterizzato da contrade, che riprendono l'antica divisione medievale, a loro volta suddivise in cortili, spesso risalenti ai primi del '900 attorno la quale si agglomerano svariate abitazioni. Tra i siti d'interesse presenti sul territorio si possono citare la Parrocchia dei Santi Germano e Martino, la Chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista, la piazza comunale e la presenza di un teatro comunale poco distante dal centro abitato. Fra gli altri luoghi di interesse si segnalano la Masseria Montanaro e la Masseria Camaldoli. La campagna di Scisciano, che si estende per diversi chilometri oltre il fulcro cittadino, è quasi interamente dedita alla coltura di alberi di noce, frutto tipico dell'area a cui il Comune e le varie associazioni del territorio, dedicano, nel mese di ottobre, una sagra a base di piatti tipici dedicati.

 


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