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Castello Ducale

Castello Ducale

Il Castello Ducale si trova al centro dell’abitato mariglianese in una zona completamente pianeggiante e si estende su un’area di circa 5600 mq. La struttura ha subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli, giungendo a noi in buono stato di conservazione anche se profondamente mutata rispetto al suo aspetto originale.

Il castello è circondato da mura che ne delimitano la forma trapezoidale, con quattro torri circolari poste agli angoli alte tutte circa 12 m. Al centro del castello è posizionato un corpo rettangolare con base scarpata che, probabilmente nella sua forma originaria ricalcava l’impianto di un donjon normanno. Attorno ad esso si sviluppano altre strutture difensive e un ampio fossato che lo circonda completamente, attraversato da un ponte in muratura che ha sostituito l’antico ponte in legno. La mancanza di fonti e di documenti specifici sulla natura architettonica del castello impediscono la possibilità di formulare ipotesi più precise relativamente alla struttura dell’impianto originario. Più facile è l’interpretazione della cinta muraria esterna, che ha caratteristiche tipiche degli impianti di epoca angioino-aragonese. Essa è costituita da una cortina muraria con base scarpata e redondone, caratterizzata da un camminamento molto ampio (circa 5,5 m) che presenta una controscarpa dal lato del fossato. Il camminamento è collegato all’esterno dai due ingressi, uno situato sul lato nord-est in corrispondenza di via Nuova del Bosco e l’altro ubicato nell’angolo sud-ovest, presso piazza Castello, nell’area del centro storico. Persa la sua funzione difensiva il castello venne trasformato in una residenza gentilizia e dotato di un ampio giardino, che si sviluppa sul lato nord della fortificazione, ancora oggi accessibile.
La prima notizia certa riguardante il castello di Marigliano è riportata dal Di Meo, il quale afferma che la sua costruzione risale al 1134 ad opera di Roberto di Medania. Nel 1200 fu signore di Marigliano Ruggero de Anguillone che, morto senza eredi, lasciò il castello alla figlia Adelizia, sposa di Nicola Griffo, il quale fu costretto, a causa dei debiti, a vendere il feudo ad Antonio Alapa da cui passò a Giacomo d’Alessandro. Nel 1239 il possesso del castello passò a Tommaso I d’Aquino, conte di Acerra; entrando poi a far parte, all’incirca nella metà del secolo, del Regio Demanio. Nel 1284 il feudo di Marigliano e il castello, confiscati in precedenza a Tommaso II, furono restituiti ad Adenolfo d’Aquino.Dieci anni dopo, nel 1294, il feudo e la contea di Acerra vennero concessi da Carlo II d’Angiò al figlio Filippo, principe di Taranto. Nel 1320 Marigliano fece parte della dote di Margherita, moglie di Filippo d’Angiò, successivamente venne concesso dal re Ladislao di Durazzo ad Annecchino Mormile che, nel 1421 essendosi ribellato alla regina Giovanna II, vide sottrarselo dalla truppe di Braccio da Montone al soldo della sovrana. Cacciato il ribelle Mormile, il castello fu concesso a Giovanni Antonio del Balzo Orsini. Nel 1479 il feudo fu acquistato da Alberico Carafa, che ottenne anche il titolo di conte. Dopo i Carafa il castello ebbe molti proprietari fino a quando, nel 1638, Cesare Zattera vendette per 136800 ducati il feudo di Marigliano con il castello a Giulio Mastrilli, il quale divenne duca di Marigliano nel 1644. Durante il lungo periodo del dominio della famiglia Mastrilli il castello venne ristrutturato e modificato più volte. Il duca Giovanni Mastrilli, nel 1728, aggiunse altri appartamenti al corpo di fabbrica principale, curando anche la costruzione delle logge che lo circondano da tre lati. Dove vi era l’originaria copertura, realizzò, inoltre, un piano ulteriore, adibendolo a zona abitativa. Nel 1751 il duca Mario eseguì altri lavori di restauro e di ampliamento, aggiungendo ai due est e ovest del castello delle gallerie e un boschetto, ricco di fiori e piante e cinto da un muro, al cui interno pose statue e giochi d’acqua.
Il Castello oggi, trasformato in palazzo ducale, ospita una residenza dell’Ordine delle Figlie della Carità di San Vincenzo De Paoli. Fu la prima compagnia di donne in abito secolare e di vita comune dedita a opere di assistenza domiciliare istituita nella Chiesa cattolica. La loro opera continua oggi nelle loro case e in tutti i luoghi in cui è richiesto il loro intervento per sostenere orfani, infermi, anziani, disabili e chiunque abbia bisogno di aiuto.

 


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