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Marigliano

Marigliano

Il Comune di Marigliano è uno dei centri abitati più grandi di tutta l'area dell’ agro-nolano, le cui origini risalgono già all'epoca romana. Secondo alcuni storici, il territorio di Marigliano faceva parte di un campus romanus che si estendeva dalle falde del Vesuvio fino all’area occupata dall’attuale Pomigliano d’Arco.

In questi luoghi il console Marco Claudio Marcello pose i suoi accampamenti quando accorse in aiuto di Nola assediata da Annibale, dopo la battaglia di Canne nel 216 a. C. Dopo aver subito l’invasione normanna, il feudo passò sotto la dominazione degli Svevi, seguita poi da quella angioina che vide un susseguirsi di scambi, anche sanguinosi, per il possesso del feudo fino a quando Marigliano, il 7 giugno 1421, allora appartenente ad Annecchino Mormile, fu assediata dall’esercito mercenario di Braccio da Montone a nome della regina Giovanna II. L’anno seguente Marigliano divenne proprietà di Ferdinando d’Aragona i cui successori la vendettero a Vincenzo Carafa il quale, però, alla sua morte, lasciò la città immersa nei debiti. Fu successivamente il duca Giulio Mastrilli, soprattutto grazie alle innovazioni culturali di Isabella Mastrilli, a rendere Marigliano un centro di notevole interesse e grande fermento socio culturale.
La città di Marigliano è caratterizzata da monumenti e luoghi di grande valore come lo splendido Castello Palazzo Ducale, il cui aspetto odierno rispetta le ultime modifiche strutturali attuate dai duchi Mastrilli. Il castello sorge su un’antica fortezza di cui conserva la pianta quadrata, le torri angolari e i ponti che servivano da passaggio sul doppio fossato. Le strutture più moderne, invece, insieme con il boschetto con fontana, laghetto e viali articolati, sono di stile neo-classico. Oggi il Palazzo ducale è sede dell’Ordine delle Suore Vincenziane, ma è aperto al pubblico in vista di eventi o rappresentazioni storiche che richiamano gli antichi fasti.
Nel Centro storico della città sorge l'antica Chiesa di Santa Maria delle Grazie elevata a Collegiata nel 1494. Ricostruita e ampliata per poter ospitare un numero maggiore di fedeli, sotto il dominio dei Mastrilli vide successivamente aggiunti la cupola e il coro. Negli anni la struttura è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, ma ha tuttavia conservato parte dei suoi tratti più antichi. L’edificio presenta una pianta a croce latina, col transetto che immette nell’adiacente Chiesa dell’Annunziata, ed è ad una sola navata, ampia e slanciata, arricchita da cappelle laterali con altari di marmo policromo. All’interno possiamo trovare le affascinanti statue dei tre santi patroni della città: quella di San Sebastiano in argento e quelle in legno dipinto di San Rocco e San Vito. Per quest’ultimo, inoltre, è stato edificato il complesso monastico di stile rinascimentale donato ai Francescani Minori che lo tennero per quasi 400 anni fino alla soppressione degli ordini religiosi avvenuta nel 1866, rientrandovi nel 1899 e custodendolo ancora oggi. Il convento conserva al suo interno numerose e interessanti opere d’arte.
La piazza principale di Marigliano è colorata dal rosso della Casa del Fascio nella piazza principale, il verde della villa e delle “pipparelle” e l’arancione del comune. Fin dall’epoca feudale l’attività agricola è sempre stata una risorsa importantissima per l’economia del territorio e per i suoi cittadini. Oggi la situazione è leggermente cambiata: la coltivazione degli ortaggi non è più caratterizzata da prodotti specifici ma, oltre che a ridursi notevolmente, si è enormemente generalizzata, perdendo così le sue connotazioni tipiche. Fino ad alcuni decenni fa, le campagne di Marigliano erano famose in tutto l’agro-nolano per la produzione di patate e pomodori oltre che di altri ortaggi propri della tradizione contadina. La coltivazione di questi prodotti era favorita dal terreno di origine vulcanica, ricco di minerali, in particolare di fluoro e selenio, che rendono ancor più gustosi e preziosi dal punto di vista nutritivo gli ortaggi. Ad essere particolarmente apprezzata era soprattutto la patata mariglianese, che in passato godeva di molta notorietà, basti pensare che fino agli anni ’60, dalla stazione di Marigliano, partivano vagoni carichi di patate diretti anche all’estero, soprattutto in Germania.

 


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